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Tratto da "Luoghi magnetici e di potere"
IL MISTERO DELL’ARCHITETTURA GOTICA
Accadde tutto all’improvviso e senza una
spiegazione apparente, e a tutt’oggi ci chiediamo cosa ci sia VERAMENTE dietro,
ma andiamo con ordine…
Ci fu un momento particolare, a partire
dall'anno 1130 (badate bene: NON PRIMA!), in cui in Europa, ci fu una
straordinaria fioritura di Abbazie e Cattedrali erette con uno stile nuovo,
elegante e, fino a quel momento, sconosciuto.
Accadde qualcosa nei nostri territori che
stravolse tutte le conoscenze fino ad allora acquisite sull'architettura sacra:
arriva il Gotico...
Nell'arco fulmineo di trent'anni, giusto il tempo
intercorso fra il ritorno dalla Terra Santa di Nove misteriosi Cavalieri e la
morte di Bernardo di Clairvaux, 356 cantieri vennero innalzati
contemporaneamente in tutta Europa; di questi, ben 237 sulla sola Francia!. E le
costruzioni continuarono nei due secoli successivi.

Una serie di splendide costruzioni che gareggiano fra
loro in bellezza, fascino, suggestione costellano d’improvviso l’Europa,
costruite talvolta in luoghi spopolati; letteralmente “cattedrali nel
deserto”,villaggi e città gli sono poi cresciuti attorno col tempo… Alcune sono
intitolate ai grandi Santi: Jean, Etienne, Michel, Maurice, Denis, Benoit, Remy,
moltissime invece, sono intitolate a Notre Dame, Nostra Signora... Il culto
della Vergine, venne introdotto proprio da Bernardo di Chiaravalle, misogino,
eppure fervente sostenitore della Madonna, in un’epoca in cui la Chiesa non ne
menziona quasi mai la figura.
Ma il clero e la Chiesa si sa, hanno sempre
avuto una forte antipatia per le donne, l'Inquisizione poi le bruciava molto più
spesso e volentieri che non gli uomini, con la scusa che la donna: "avendo
nel suo corpo più orifizi era più facilmente vittima di possessioni
diaboliche..."
Tutto questo accade in un momento in cui
fervevano grandi eventi e sconvolgimenti politici, religiosi e sociali,
contrassegnati soprattutto dalle Crociate.
Le nuove cattedrali sono progettate e
realizzate con un concetto del tutto innovativo: mai s'era visto prima nulla di
simile, così slanciate, proiettate verso il cielo con una grazia inimitabile
nella sua perfezione….e poi più nulla!
Le nuove cattedrali, con i loro capitelli
istoriati e le vetrate variopinte, erano veri e propri libri di pietra per una
popolazione che non sapeva leggere ma conosceva i simboli. Le loro sculture,
oltre a rammentare la Bibbia, scandivano i cicli dell'anno, del cielo, dei
raccolti e della natura.

In alcuni casi c’erano mirabolanti effetti
ottici che incutevano un timore reverenziale:un raggio di sole perfettamente
mirato che illumina un bersaglio una sola volta all'anno al tempo dei solstizi o
degli equinozi… Prodigi che ci rammentano, che i costruttori di cattedrali
avevano precise cognizioni astronomiche ed astrologiche.
La proporzione numerica con cui vennero
costruite, soprattutto quella di Chartres, si rifà alle costanti fisse delle
piramidi. Lo stesso Pitagora che introdusse in occidente la sezione aurea, la
importò dall'Egitto, dove fu iniziato alla scuola dei Faraoni.
Tenete a mente queste piccole annotazioni
sparse qua e la fra le righe, sono come tasselli di un puzzle che, al momento di
tirare le conclusioni su questo mistero, s'incastreranno l'uno nell'altro
rendendo visibile l'insieme.
Le cattedrali gotiche dunque, stravaganti ed
utopistiche all'epoca della costruzione, (ma ancora ai nostri giorni) nascondono
il segreto dell'energia racchiusa nella forma, la conoscenza del magico rapporto
fra contenitore e contenuto...
Queste “dimore Filosofali” come le definì
Fulcanelli, sono in effetti delle immense casse di risonanza. Vennero costruite
esclusivamente su luoghi di potere, ben noti ai committenti. Il loro compito
principale era (ed è tuttora) quello di catturare, concentrare ed amplificare
l'energia, distribuirla nel proprio interno e poi proiettarla verso l'alto
attraverso le numerose guglie e le torri. Svolgevano un'opera occulta di
ridistribuzione di energia su un territorio molto vasto e ancora "vergine". Un
lavoro immenso... Così ne scrive Louis Charpentier in un brano che è pura
poesia:
Ma quale doveva dunque essere la scienza di
questi uomini progettisti e costruttori per riuscire a realizzare tali strumenti
d'azione? Si capisce bene che questa pietra "così tesa che si potrebbe farla risuonare con l'unghia", secondo l'espressione di
Claudel, la riproduzione del dolmen e della utilizzazione delle sue correnti
telluriche. Come nel dolmen la cattedrale a contatto con l'acqua del suo pozzo
che, originalmente si trova al livello del coro.
Ma
la cattedrale va ancora oltre. Essa s'innalza nell'aria. Essa s'immerge (e la
costruiscono molto alta apposta) nelle correnti dell'aria nelle piogge del
cielo, nei temporali e nei fulmini dell'atmosfera, nelle grandi correnti
cosmiche.
Essa racchiude la luce, l'assorbe e la
trasforma... di terra, d'acqua, d'aria e di fuoco! Quale athanor è mai stato
più completo per realizzare la più bella delle alchimie umane? Perché si tratta
proprio di alchimia. Si tratta proprio di trasmutazione, non di metallo ma di
uomo."
E così, in un fulmine, il nuovo stile esplode
in tutta Europa. In un’epoca di povertà, pestilenze e guerre, si trovarono
comunque i fondi per far sorgere all’improvviso e contemporaneamente, tutti quei
costosissimi cantieri con architetti, scultori, carpentieri, mastri vetrai, che
costruiscono in uno stile surreale,quasi fantascientifico.
Ma il tempo, fatalmente, lavora contro di loro. Ci
saranno soltanto due secoli di splendore, di segreti e di confraternite, poi,
così com'è arrivato, improvviso e travolgente, con tutti i suoi misteri
irrisolti, il VERO gotico scompare…
A partire dal 1320 (anno più, anno meno)
scomparvero i "Mastri Apparecchiatori", i Mastri lapicidi italiani
di scuola "Comacina" o "Campionese", scomparvero i bestiari, i monaci
ricercatori di luoghi radianti e chissà cos'altro...
Ma ormai il nuovo stile era consolidato e,
anche se il buon vecchio romanico si costruiva ancora, si dava la preferenza a
quello spettacolo di bellezza, di luci ed ombra rappresentato dal gotico. Ma
quale gotico?

Quello originale, ormai non esisteva più, e
così ci si accontentò delle imitazioni. Arrivarono nuovi Capomastri: buoni
costruttori che tentarono di riprodurre le linee ed i volumi, ma ormai le
confraternite addestrate nei conventi, gli "Iniziati all'Alchimia
della Pietra" che lavoravano pregando e cantando formule sacre, i “compagnons
du devoir”che si esprimevano in una lingua misteriosa e intraducibile, “les
frères maconniers” che contrassegnavano i blocchi uno ad uno alla cava,
ormai non c’erano più…
I nuovi costruttori, per quanto bravi e coscienziosi,
erano ormai semplici "soffiatori" e non alchimisti; le loro cattedrali erano
ormai edifici “spenti”, non più vibranti risuonatori d’energia.
Ma a questo punto è meglio procedere con un pò d'ordine,
e per farlo dovremo viaggiare molto, molto indietro nel tempo, e ricominciare
la storia daccapo.
Un "X-File" di mille anni fa
Il gotico dunque, appare dopo la prima
crociata, esattamente dopo il ritorno nel 1128 dei nove (ma in effetti dieci)
“Primi Cavalieri del Tempio”.
Osservandoli oggi, li si potrebbe paragonare
ad un commando che, agli ordini di una intelligence super-segreta parte per
svolgere un incarico del tipo "X-File"...
Dieci anni dopo questo ritorno , l'Abate di
Saint-Denis: Suger, attua una strana innovazione: innalza una volta gotica sulle
basi romaniche della sua abbazia.
Come se avesse dovuto studiare, rimuginare, e istruire a
lungo le maestranze, prima di sperimentare sul campo le nuove tecniche
costruttive.
Dieci anni sono lunghi, ma nel frattempo l'abate lavorò
assiduamente a tavolino, dal momento che troveremo la sua firma e quella dei
suoi allievi, in centinaia di cattedrali che nasceranno di li a poco.
La parola Abate non vi tragga in inganno: non
è certo un tranquillo parroco dedito alla cura del suo gregge spirituale; nella
Chiesa confluiva tutta l'intellighenzia dell'epoca, filosofi, letterati,
matematici, trovavano qui uno sbocco che non avrebbero trovato altrove e che
permetteva loro di continuare in tranquillità studi e ricerche. L'Abate Suger,
noto anche come Sigerio, è un architetto insigne ed un uomo di cultura di
prim'ordine.
E così, senza che nessun segno premonitore
facesse trapelare il cambiamento, come rispondendo ad un misterioso segnale,
centinaia di cattedrali s’innalzano contemporaneamente in tutta Europa. In modo
particolare nell'Ile de France e nella Champagne; proprio le zone da cui
provengono i nove nobili Cavalieri!
In pochi anni le grandi cattedrali sorgono
ovunque: nelle ventose pianure scozzesi, gallesi e irlandesi, sui contrafforti
dei Pirenei e delle Alpi, lungo le coste o sulle pianure e colline spagnole
italiane e francesi; nelle zone montuose o pianeggianti della Germania fino alle
isole del bacino mediterraneo.
Fino a quel fatidico 1130 i parametri provenienti dal
bizantino o dal romanico parevano solidi ed immutabili: ma all'improvviso, al
ritorno da quella Crociata, (che i nostri dieci non combatterono mai) le cose
cambiarono.
Le nuove costruzioni sono slanciate,
proiettano verso il cielo la loro massa, con un equilibrio statico così perfetto
che il peso stesso pare annullato. I muri, liberati dalla necessità di sostenere
il tetto, sono alleggeriti con l'inserzione di grandi vetrate, e che vetrate!
Veri e propri capolavori d'arte, bellezza e conoscenza, simili a gemme
scintillanti che ora velano ora esaltano la luce proveniente dall'esterno...
Sotto a queste luci colorate, i pellegrini sostano per guarire…
Ora i fedeli entrano dall'ovest e camminano
verso Est, percorrendo il cammino rituale, ben noto agli occultisti orientali: "dalle
tenebre alla Luce"
La vera rivoluzione sta nelle volte che
cambiano completamente struttura, diventano altissime ed ogivali, s'intersecano
a crociera su colonne sottili e capitelli istoriati, s’intrecciano talmente in
alto che da sotto, tra le nuvole d'incenso e la penombra pare di trovarsi sotto
ad una foresta di palmizi; ed proprio con questo nome "la Forète" che verranno
definite.
La vista d'insieme è talmente suggestiva che
il pellegrino che osserva dal basso, fra archi rampanti, luci morbide e
multicolori è sopraffatto dalla sensazione dell’immanenza divina. Oggi come
allora, ci si sente letteralmente proiettati verso l'alto, spinti sia da un
impeto spirituale che dalla sensazione fisica di grandiosità…. Tutto l'edificio,
snello, ma perfettamente solido, vibra come uno strumento musicale; ed è questo
il suo segreto: la sua vibrazione che agisce sulle anime e sui corpi...
Il gotico è arrivato a noi semplicemente
perfetto, senza alcun bisogno di migliorie, di modifiche o aggiustamenti. Tutta
la storia dell'architettura dovrà rapportarsi a questo evento. Fino ai nostri
giorni non abbiamo potuto che ammirare la purezza di queste linee e la
straordinaria abilità degli antichi costruttori. Non abbiamo potuto far altro
che cercare di imitarla lambiccandoci il cervello con una sequela di domande a
cui è difficile trovare una risposta...
Che cosa è accaduto in quegli anni, quali
spinte hanno innescato una simile, ciclopica attività? Da dove arrivava questo
stile così diverso e rivoluzionario rispetto al tradizionale target dell'epoca?
Quelle 356 cattedrali sorte tutte assieme in
pochi anni, furono costruite con talento e maestria inarrivabili. Da dove
arrivava questa manodopera altamente qualificata? Chi aveva istruito architetti
e progettisti? E chi aveva istruito e dove quell'esercito di autentici Maestri
carpentieri, scalpellini, vetrai, lapicidi, tutte maestranze specializzate che
non avevano alcun dubbio nell’esercitare l'arte loro.
In quel periodo l'Europa esce da un lungo
periodo di carestie e pestilenze che ne hanno decimato la popolazione. Nei
villaggi la gente è misera, malnutrita ed ignorante, oppressa da balzelli e
gabelle, in termini di danaro non si sarebbe potuto spremere alcunché, da dove
giunse il fiume di danaro necessario a portare a termine tutte quelle
costruzioni?
E perchè tante nuove cattedrali? Visto il
rapporto con la densità dipopolazione non ce n’era affatto bisogno
Da tutti questi presupposti s'intravvede
l'esistenza di un grande disegno che prende l'avvio da un unico grande pensiero.
Nessuna cattedrale venne edificata a caso, ma per ciascuna venne scelto un luogo
fortemente radiante dal punto di vista dell’energia. Chi ordinò ogni singola
costruzione, chi scelse il sito, aveva parametri ben precisi su cui basarsi,
doveva essere un personaggio ben addentro ai segreti dei numeri, delle forme,
dell’energia e delle sue linee di percorrenza...
In questo scenario inquietante, quale poteva essere
l'eminenza grigia capace di mettere in moto una simile impresa? Non c'è dubbio:
Bernardo di Chiaravalle, una autorità indiscussa della Chiesa, una mente
eclettica, raffinatissima, la cui parola è temuta e rispettata anche dal
Papa,(che tra l’altro è un suo allievo).
Bernardo è un uomo potente e dispotico, riformatore e
legislatore, introdusse il culto della Madonna e forse venne santificato proprio
per questo. Fu un uomo di pessimo carattere ma di vastissima cultura che ebbe
libero accesso ad ogni sorta di conoscenza.
Per comprendere la situazione dell’epoca,
occorre rifarsi agli scenari, quanto mai reali, descritti nel film “Il nome
della rosa.”Nelle abbazie uno dei compiti fondamentali era quello di copiare
fedelmente i manoscritti; gli amanuensi, pur avendo fra le mani testi
importantissimi, si limitavano a copiarne una pagina per volta, il volume veniva
spesso cambiato e così, pur leggendo e scrivendo tutto il giorno, non avevano la
minima possibilità di approfondirne il contenuto.
Soltanto lui. Il Superiore indiscusso aveva la
possibilità di leggere e confrontare una quantità di testi su cui indagò a
lungo. Probabilmente giunse a conclusioni che ad altri erano sfuggite e che
riusciamo ad intuire soltanto oggi.
Forse, anche a quel tempo sarebbe stato
sufficiente tirare i fili e annodarli, ma pochissimi individui potevano avere la
visione d'insieme, la cultura, la profondità di pensiero e la capacità di
sintesi di Bernardo… e soprattutto, il libero accesso a qualunque tipo di
manoscritto.
Fu tutta una concatenazione di cause, di
eventi, luoghi e momenti storici che permisero a Bernardo di smuovere uomini ed
eserciti. Tuonando dai pulpiti contribuì ad infuocare ulteriormente gli animi
già eccitati dalla crociata, e fu così che dietro suo suggerimento partirono i
” Nove Cavalieri” mettendo in atto la più incredibile “missione coperta”
della storia. Talmente coperta che a tutt’oggi non è ancora del tutto chiarita…
L'enigma dei nove
Cavalieri
La storia racconta che nell'anno 1118 nove
cavalieri francesi di nobilissime origini, devoti religiosi ed “in timore di
Dio",lasciarono le loro terre per incamminarsi verso la Terra Santa. Giunti
a Gerusalemme si presentarono al Re Baldovino II, rivelandogli che avevano
deciso di riunirsi in comunità per proteggere i pellegrini e di custodire le
strade pubbliche che portavano al Santo Sepolcro.
A dire il vero, c'era già un ordine monastico,
cavalleresco ed ospitaliero che provvedeva a queste necessità e funzionava
egregiamente, era l’Ordine dei Cavalieri Gerosolimitani.
Re Baldovino prestò molta attenzione a questi
Nobili signori. tenete ben presente che non sono monaci, nè ambasciatori e né
guerrieri crociati. eppure il re li accolse nella sua residenza, anzi, fece
molto di più, la lasciò a loro e si traferì con la sua corte in un altro
palazzo, detto “la Torre di David.”
Così i Cavalieri con il loro numeroso seguito
s'installarono nell'ex residenza reale: esattamente, ciò che rimaneva in piedi
dell'antico tempio di Salomone.
Monaci "laici"
Poco tempo dopo, i nove Cavalieri fecero visita al
Patriarca di Gerusalemme per informarlo che desideravano essere considerati
Soldati di Cristo e di voler vivere in modo monacale, o quasi. Ottenuta
l'approvazione del Patriarca pronunciarono i voti di castità obbedienza e non
possesso personale pur continuando a rimanere laici.
Non si può certo dire che fossero poveri,
poiché provenivano dal fiore della nobiltà dell'epoca e viaggiavano con uno
stuolo di servitori ed armigeri come del resto era d'obbligo visti tempi...
Anche i Cavalieri che già da un secolo
operavano in Gerusalemme furono generosi nei loro confronti, misero a loro
disposizione un vasto spazio che essi possedevano attorno alla (ex) casa del Re.
Dal momento che i nove occuparono la vasta
area dell'antico Tempio di Salomone, venne loro dato il nome di Cavalieri del
Tempio o cavalieri Templari, da non confondersi con quelli
Ospitalieri già in loco...
Qualche anno dopo, l'infaticabile Bernardo
stilò per i Templari una regola di tipo monastico e presero regolari voti.
Nacque così il famoso Ordine del Tempio che contrassegnò tutta un'epoca e che
terminò nel 1314 sul rogo dove, per la protervia di Filippo il Bello con la
complicità del Papa, bruciò Jacques de Molay, l'ultimo Gran Maestro...
Vediamo chi sono questi nobili "primi"
cavalieri e, se possibile, cosa sono andati a fare a Gerusalemme.
* Capofila e primo Gran Maestro del futuro
Ordine Templare è Messer Hugues de Payns che ha un feudo nella
ricchissima zona a nord ovest di Troyes ed appartiene alla famiglia dei Conti di
Champagne
*Godefry de Saint-Omer è
fiammingo. Ad un suo parente, re Baldovino I aveva affidato il controllo di
Tiberiade ed il Principato di Galilea.
*Il personaggio più intrigante è certamente Andrè de Mont Bard, zio dell'onnipresente, onnipotente ed onnisciente
Bernardo, abate di Clairvaux, imparentato con i conti di Borgogna. La madre di
Andrè è sorella di Aleth, madre di Bernardo. Forse in questo intreccio di legami
familiari potrebbe esserci la chiave di volta del mistero...
Payen de Mont-Didier
e Archambaud de Saint-Amand sono entrambi fiamminghi. Dei rimanenti cavalieri si conoscono soltanto
i nomi di battesimo o di battaglia: Gondemare, Rosal, Godefroy e Geoffroy
Bisol.
Come dicevamo, i motivi della loro presenza a
Gerusalemme non mai stati chiariti: se avessero veramente voluto proteggere i
pellegrini e difendere il Santo Sepolcro, potevano aggregarsi all'Ordine
Ospitaliero già esistente, e per lo meno sarebbero scesi in campo a svolgere il
loro compito istituzionale, ma non fu così.
Non erano Crociati e nè uomini d'arme,
altrimenti avrebbero fatto parte di un esercito, e del resto non parteciparono
ad alcuna operazione di guerra.
Non erano affatto pellegrini, perché
soggiornarono a Gerusalemme per oltre dieci anni...
Essi giunsero, in apparenza, assolutamente liberi da
legami, indipendenti da tutto e da tutti. Eppure, il Re ed i Canonici del Santo
Sepolcro abbandonarono le loro residenze per lasciare libera per loro tutta la
zona che fu del Tempio di Salomone.
Forse i Nove, possedevano delle credenziali
molto importanti o delle comunicazioni segrete, mai venute allo scoperto, ma sta
di fatto che i Cavalieri con il loro seguito rimasero gli esclusivi abitanti di
questo luogo e non permisero a nessuno di interferire nei loro lavori. Ma quali
lavori?
Il decimo Cavaliere
A questo proposito lo storico Guillaume de Tyr
racconta che per nove anni essi rifiutarono ogni collaborazione, esterna, ogni
reclutamento di altri Cavalieri, con una sola eccezione: Nel 1225 li raggiunse
un altro connazionale, uno dei più grandi Signori di Francia: Hugues conte
di Champagne.
Ci doveva essere una motivazione molto forte
nel compito che si apprestava a svolgere: questo nobile Cavaliere abbandonò la
sua contea, ripudiò moglie e figlio per raggiungerli. (per quanto possa essere
nobile un ripudio..)
In ogni caso, questi signori, al di fuori da
occhi ed orecchie indiscrete, liberi da ogni autorità esterna, protetti dal Re,
portarono avanti una missione di cui nessuno, ancora oggi è a conoscenza.
Nessuno, tranne forse Bernardo di Clairvaux…
Questi dieci Cavalieri sono il meglio della
nobiltà del loro tempo: obbedienti, casti, equilibrati: impossibile tentarli o
comprarli poiché sono ricchissimi, incorruttibili e al disopra delle parti.
La baldanza con cui richiedono per sé l’area
dell'ex tempio di Salomone, e la sollecitudine con cui vengono accontentati, ci
fa pensare che avessero in mano credenziali molto autorevoli… E' piuttosto
strano che un re con tutta la sua corte ed i Cavalieri del Santo Sepolcro
abbiano deciso di fare fagotto e andarsene per lasciare il campo libero! Ed è
ancora più strano che nessuno interferisca nei loro scavi, circostanze che, da
qualunque parte vogliamo esaminarle, sono molto insolite...
Dunque, è evidente che i Cavalieri abbiano un
compito isegreto da svolgere. e soprattutto che in questo luogo debba trovarsi
qualcosa di estremamente importante e riservato, qualcosa che è rimasto
nascosto, seppellito per secoli nelle profondità di quello che fu il più
meraviglioso Tempio della storia.
Soltanto “qualcuno" che avesse letto con molta
cura l'Antico Testamento ed i giusti libri di storia poteva avere un’idea
sulla”cosa” cercare e sul dove cercarla... Qualcuno capace di fare i giusti
collegamenti.
L’unico in grado di giungere a questa bella
intuizione, è lui, l'onnipotente ed onnisciente Bernardo de Clairvaux.
I Cavalieri scavarono sodo per circa dieci
anni. all'interno di ciò che restava del Tempio, dopo la distruzione operata da
Nabucodonosor nel 593 a.C.
Finalmente vennero liberati vasti locali che
risultarono essere le antiche scuderie di Salomone. Parlando di "scuderie", è
bene pensare in grande: così ce le descrive Jean de Wurtzburg, crociato tedesco
che le vide, appena svuotate dalle macerie:
"Si vede una scuderia di una capacità così
meravigliosa e così grande che può alloggiare più di duemila cavalli o mille
cinquecento cammelli"...
Ma cosa stavano cercando i Cavalieri in quel
luogo, e cosa trovarono effettivamente? Come Bernardo,dobbiamo tornare anche noi
all’Antico Testamento.
Re Salomone venne incaricato direttamente da
Dio di costruire uno splendido Tempio ove custodire l'Arca dell'Alleanza e le
Tavole della Legge che il suo popolo aveva ereditato da Mosè. Leggendo la Bibbia
ci si rende conto con quanta pignoleria Dio si soffermi a specificare pesi,
misure, legni, metalli e addirittura vasellame, stoffe, decorazioni e colori.
Tutta questa meraviglia architettonica fu
esplicitamente commissionata per custodire l'Arca e su un punto Dio fu ben
chiaro: che in quel luogo Egli avrebbe dimorato “nelle tenebre", dunque nella
cella sotterranea, il sancta sanctorum.
La misteriosa Arca è un oggetto più che
sacro… Venne costruita da Mosè sempre su diretta istruzione divina. Era un
cofano di legno resinoso completamente rivestito da lastre d'oro. Su ciascun
lato c'era un cherubino d’oro, e le quattro statue si congiungevano fra loro con
la sommità delle ali spiegate. Durante la traversata del deserto Dio stesso o il
suo Angelo si manifestavano tra lampi e saette attraverso l'Arca; al suo interno
erano custodite le Tavole della Legge, quelle che Dio incise personalmente a
fuoco sul Monte Sinai.
La Bibbia narra che l'Arca si proteggeva da
sé; chiunque si fosse avvicinato rimaneva accecato o cadeva al suolo folgorato.
Certo, tutto quell'oro nel clima secco del deserto funzionava da super
conduttore e condensava l'energia come un accumulatore…. In ogni caso, ad
ulteriore guardia dell'Arca, Mosè aveva piazzato una guarnigione di cinquanta
uomini consacrati a Dio.
Due parole su Mosè, un personaggio
straordinario, Dio, nella sua immensa saggezza, non lo ha certo scelto a caso...
Prima di diventare il profeta del suo popolo,
fu allevato alla Corte del Faraone, iniziato dai Grandi Sacerdoti alle leggi del
Numero, del Peso e della Forma… Ha avuto tutto il tempo per approfondire la
scienza che gli permetteva di conoscere le formule dei misteri sacri
dell'Egitto. Da qualche parte le avrà certamente annotate e forse le ha portate
con sé.
Quando il Faraone, rabbioso, gli concede di
partire con la sua gente purchè faccia cessare le famose "piaghe", gli cede
anche il "Tesoro dell'Egitto".Trascinandosi dietro anche questo dolce peso, Mosè
ed i suoi viaggiarono verso la Terra Promessa... L'evolversi della storia lo
conosciamo, sul Sinai riceve le Tavole della Legge, e così via, fino alla
costruzione ed alla distruzione del Tempio di Salomone, quando tutto finisce
sotto terra, nascosto così bene che non si trovo mai più...
E pensare che era tutto così semplice! il
segreto non era poi così segreto, non c'era che da leggere la Bibbia, fare due
conti e scavare nel punto giusto...
Ma nel buio dell'anno mille, anche i re e gli
imperatori erano un pò analfabeti… E inoltre, la lettura della Bibbia era
proibita al volgo, soltanto gli ecclesiastici vi avevano accesso, e fra gli
eruditi dunque, chi se non Lui, l’astutissimo Bernardo.
In quei dieci anni di scavi, cosa trovarono i
suoi fidi Cavalieri? Non ce lo hanno raccontato mai, sono state fatte soltanto
delle ipotesi . Sta di fatto però, che portarono fuori dalla Terra Santa ed
imbarcarono verso la Francia un gran numero di carri di cui nessuno conobbe mai
il contenuto e nè il luogo di destinazione finale. Arrivarono forse a
Mont-Segur, o a Rennes-le-chateau?
Trovarono l'Arca dell'Alleanza? Certo che no!
Un oggetto così strepitoso, acceso o spento che fosse, non sarebbe
certo passato inosservato, prima o poi il segreto sarebbe trapelato...La stessa
cosa vale per le Tavole della Legge…. Probabilmente entrambi gli oggetti sono
ancora nascosti, forse dimorano ancora nelle tenebre, esattamente là dove
Salomone le ha collocate, seguendo le istruzioni di Dio.
Però, questi santi uomini certamente qualcosa
scovarono. Forse qualche rotolo di appunti? Formule di geometria, fisica,
matematica e architettura sacra? Perché no! Gli Ebrei, e Salomone in
particolare erano Maestri nella scienza della Cabala, delle Sephiroth, delle
Leggi del cielo della Terra, delle acque, dell'Alchimia…
E' possibile che abbiano rinvenuto alcune
annotazioni, o veri e propri libri incisi su lamine di rame o d’oro… Il tempio
di Salomone traboccava d'oro. Intere stanze ne erano lastricate dal pavimento
al soffitto.
Forse, non saranno stati gli originali dei
Libri Sacri di Mosè, forse erano ottime copie dell'epoca di Salomone, sta di
fatto che una conoscenza mai vista prima giunse in Francia assieme ai Dieci
Cavalieri quando vi fecero ritorno. E in Francia, in trepida attesa c'era
Bernardo, capace di leggere, decifrare, connettere.
Da questo momento, nella pace inviolabile
delle loro Abbazie, Dotti, Saggi e Sapienti (sono tre cose diverse), cominciano
ad esaminare insegnamenti finora sconosciuti e prepararsi a metterloi in
pratica…
L'abate Sigerio, architetto, matematico,
filosofo, del medesimo Ordine Monastico di Bernardo, dopo il ritorno dei
Cavalieri impiegherà dieci anni prima di sperimentare il nuovo stile nella sua
abbazia. Subito dopo partirà alla grande mettendo in piedi centinaia di
cantieri.
Dieci anni sono un tempo più che sufficiente
per riunire in confraternite ed istruire con le nuove regole i progettisti ed i
Mastri artigiani necessari allo scopo.
E fra questi, naturalmente c’erano anche i
rabdomanti! Da tempo immemorabile i Frati si tramandano la conoscenza sulla
ricerca dell'acqua e delle energie nascoste... In quanto a Bernardo, lo
ritroveremo in strani spostamenti che, "casualmente" precedono la costruzione di
una nuova cattedrale.
Questa delle confraternite, sembra essere l'unica
spiegazione possibile, e cioè che è stato proprio l'Ordine Cistercense di
Bernardo a propagare il gotico e ad insegnarlo. Come e dove altrimenti si
sarebbe formata tutta la manodopera specializzata apparsa praticamente dal
nulla? Così scrive Charpentier:
"Questa scienza che non è andata perduta,
nemmeno per la sua parte materiale, è stata insegnata ai costruttori religiosi
dai monaci di Citeaux, i missionari del gotico. I costruttori di quei lontani
tempi l'hanno trasmessa agli apprendisti delle loro confraternite.” (1)

Anche le maestranze che lavoravano alla
costruzione delle cattedrali erano gente “speciale”.Oltre alla grande competenza
dell'arte, erano animati da un grande fervore mistico e religioso, impartito nei
conventi in cui furono istruiti.
Il loro lavoro, seppur faticoso, si svolgeva come una
grande preghiera corale, tutti collaboravano consci della sacralità e
dell'importanza di ogni gesto.
Anche gli abitanti dei villaggi fornivano
gratuitamente la loro opera di manovalanza ai cantieri. I nobili, oltre alle
generose elargizioni in danaro, ritenevano un onore imbracarsi con corregge e
tiranti per trascinare i blocchi. C’era inoltre la promessa dell’indulgenza dei
loro peccati e tutto fa…
Eppure, tutta questa conoscenza scomparve
all'improvviso, come ritraendosi su sé stessa... Tutto ebbe fine su quel rogo
dove nel 1314 per ordine del Papa e del Re di Spagna, il Gran Maestro
dell'Ordine dei Cavalieri del Tempio, Jacques de Molay fu immolato, vittima
dell'arroganza di un potere cieco e ottuso che è ancora attivo.
Certo, non furono i Cavalieri a costruire le
cattedrali, ma a detenere la conoscenza delle formule ed a sovvenzionarle con
fiumi di danaro.
Dopo l’estinzione dell’Ordine infatti,
cessarono anche le costruzioni. Negli anni successivi la purezza delle linee
venne contaminata da aggiunte e rimaneggiamenti, come se non si riuscisse più a
ricordare il modello dell'originale. Nacque il cosiddetto "gotico fiorito”ricco
di sovrastrutture e dettagli, ed il “gotico fiammeggiante” ironia della sorte,
proprio nell'epoca in cui il fumo dei roghi oscurava la Luce della Ragione.
(1) Charpentier: Les
Mystères de la Cathèdrale de Chartres - Laffont - Parigi 1966
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