











giudittadembech@virgilio.it |
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GLI ORBS
...ed altri MISTERi
(Questo
sito è ancora in fase di allestimento, ma conto di costruire una nutrita
galleria di immagini, datemi il tempo di ripescarle dai mille nascondigli in cui
le ho imboscate...)
ORB - ORB'S - ORBS - ORBE - SFERE DI LUCE - SFERE
DI PLASMA? INSOMMA, COSA SARANNO MAI?
La parola ORBE da cui prendono origine, significa semplicemente
"sfera" E POI CIASCUNO L'HA UTILIZZATA SECONDO IL PROPRIO LINGUAGGIO.
Le risposte potrebbero
essere molte, tutte giuste o tutte sbagliate.... dipende da chi legge...
IN ATTESA CHE QUALCUNO CI SVELI L'ARCANO RIPORTO QUALCHE FOTOGRAFIA,
COSI' COME MI ARRIVANO, SENZA AZZARDARE PIU' DI TANTO
SUI COMMENTI, MI SEMBRA CHE LE IMMAGINI SI COMMENTINO DA SOLE...
CERTAMENTE NON SONO GRANELLI DI POLVERE, NE' RIFRAZIONI DELLA
MACCHINA, NE' GOCCE DI UMIDITA'.
Personalmente penso che si tratti di presenze che condividono
il nostro spazio-tempo, ma su un piano dimensionale diverso..
Cioè, si tratta di presenze interdimensionali, attratte dalle
diverse energie che vengono costantemente emesse da luoghi, situazioni o
persone.
Questi "esseri-presenze-energie"(?) Sono sempre state accanto a noi,
occupando senza interferire i nostri stessi spazi vitali ma non li abbiamo mai
visti. Semplicemente perchè non avevamo gli strumenti per
vederli o fotografarli. Man mano che la tecnologia si evolve e si affina, vedremo
e ascolteremo sempre più cose. E la scienza cercherà sempre di dirci che ci
sbagliamo, che non è come pensiamo, che c'è un'altra spiegazione
fisico-chimica-materiale, senza scomodare i regni dello spirito o le altre
dimensioni. Perchè ovviamente, gli scienziati materialisti non conoscono nè
l'uno nè le altre...
Mentre aspettiamo fiduciosamente che gli scienziati ci dicano cosa e
come pensare, godiamoci queste singolari immagini, alcune veramente
mozzafiato...
Se vi viene in mente qualcosa, o se avete belle immagini da inserire in
questa pagina, mandatemi una e-mail:
giudittadembech@virgilio.it
Questa immagine, scattata in provincia di Torino, mi è stata inviata da
un ascoltatore di cui vedrò di rintracciare i dati.
La fotografia è stata scattatata per illustrare il bollettino
parrocchiale.
Al momento dello scatto le condizioni atmosferiche erano normali. Non stava
piovendo, non nevicava, non c'era vento e nè pulviscolo.
L'obiettivo era stato pulito in precedenza, come farebbe ogni buon
fotografo....
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Ci troviamo in una località molto selvaggia e particolare
della Sardegna: "Sa Crabarissa" è un luogo di culto antichissimo, anche
se poco noto. Questa immagine è stata scattata da Paola Harris
Gli Orbs arrivano, basta aspettare e sono visibili dal tramonto in poi. In
questa situazione c'è ancora parte della luce diurna

Ecco l'immagine precedente scattata un paioo d'ore prima in luce
diurna. In basso a ds. c'è Paola Harris. Le piccole sfere blu non sono orbs,
sono dovute a riflessi dell'obiettivo in cui entra il sole; ma c'è un dettaglio
strano, a sinistra nella parte centrale, è presente una nebbiolina azzurra,
assolutamente ingiustificata...
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Siamo in un camping ad Albenga, immersi tra la pineta e il mare. E' un
momento davvero speciale, un'esplosione incontenibile di energia ha sicuramente attratto i "curiosi astrali".
E' il momento esatto in cui l'Italia segna il goal che la consacra campione del
mondo, Tutti cantano in coro e sono entusiasti
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Anche questa immagine mi è stata inviata da Paola Harris
Siamo in una splendida pineta sul monte Shasta, in California,luogo sacro già
per i Pellerosse ed ora per il popolo della New Age. La fotografia è stata
scattata con l'esplicito intento di richiamare gli Orbs, infatti si sono
presentati, anche se non erano visibili ad occhio nudo.
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Vi invito ad osservare molto attentamente questa immagine, l'ho scattata
personalmente. Stavo riposando nella mia camera, nell'albergo di famiglia,
gestito dai miei figli. La struttura è del settecento e anticamente questa
stanza era una sala ristorante.
In primo piano centrato c'è il mio ginocchio e un pò più a destra, la
testa dell'inseparabile cane.
Se ingrandite l'immagine, vedrete che in alto a destra, fra il soffitto ed il
televisore c'è "qualcosa" di trasparente, ha una forma vagamente rettangolare.
Non ci sono possibilità di riflessi, l'unico riflesso è quello del flash sul
televisore spento. Non ci sono altre luci. Sembrerebbe nulla di importante se
non fosse per ciò che appare nella immagine seguente, scattata pochi secondi
dopo.

La "cosa" trasparente, si è spostata ed ha decisamente cambiato forma. La
vedete nella parte più a sinistra, sembra quasi un'ala.
In effetti, stavo dialogando mentalmente con l'angelo che appare in foto, un
poster che ho salvato da un cassonetto, fatto incorniciare e a cui sono molto
affezionata. Gli ho chiesto di diventare il custode della struttura (gestita dai
miei figli). Sono abituata a parlargli, soprattutto se c'è qualche problema che
richiede il suo aiuto, cioè molto spesso.
Io non ho risposte, sono rimasta sbalordita quando ho visto le immagini
ingrandite sul computer
Devo ammettere però, che in questa stanza, in altre occasioni ho avuto
segni della presenza di qualche visitatore dall'aldilà...
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IL LAMA REINCARNATO
Di Giampaolo Visetti, La domenica di Repubblica
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Una sequenza di tre immagini della mummia del Lama
La testa, rasata, suda. Le mani, morbide, sono calde. Il cervello trasmette
impulsi elettrici. Le unghie crescono. Il corpo perde e riacquista peso. La
pelle, tesa, è elastica. Gomiti e ginocchia si muovono. Naso ed orecchi sono
dove ognuno li ha. Gli occhi, intatti, stanno chiusi: qualcuno, raramente, nota
le palpebre sollevarsi. Il cuore sembra pronto a riprendere il battito.
Vene e arterie sono piene di sangue, di gelatinosa consistenza. Il lama Khambo
Itighelov è tornato. Prima di morire, nel 1927, lo aveva promesso. Ora i
buddisti russi lo venerano come «il dio rinato». Sette volte all'anno, nelle
feste solenni, la sua cella nel monastero di Ivolghinskij, affacciato sul lago
Baikal, si apre ai fedeli. A migliaia lasciano i villaggi dell'estremo Oriente e
della Mongolia per accorrere a Ulan-Ude, in Buriazia.
Non c'è posto per tutti. Attorno alla cassa di cedro protetta da una campana di
cristallo, dove il corpo disteso 78 anni fa è riemerso seduto nella posizione
del loto, possono sfilare 15 mila persone al giorno. Per quest'anno gli accessi,
aumentati a 130 mila, sono esauriti.
Medici e scienziati di tutto il mondo non sanno spiegare il fenomeno. Nei
laboratori si esaminano campioni di tessuti, capelli, cartilagini. Le
radiografie confermano solo il mistero: gli organi di quella che fu la guida
spirituale dei buddisti russi sono perfettamente conservati. Dove si ferma la
ragione, accorre la fede. I monaci del “dazan” sono sicuri. Il lama Khambo, dopo
aver raggiunto lo stato della “perfetta vuotezza”, è vivo. In lui si è
reincarnato il primo capo della chiesa buddista, Pandito Khambo, lama Zajaev.
Era nato nel 1702. Morì a 75 anni, promettendo agli allievi di tornare dopo
altrettanti. Alla data stabilita, 1852, venne alla luce Khambo Itighelov. Visse
altri tre quarti di secolo, confermando a sua volta il ritorno dopo un tempo
corrispondente. Alla scadenza, tre anni fa, ha rispettato l'appuntamento. Da
allora la vita, identificata con la «trasmigrazione dell'anima », riprende a
scuotere il suo corpo: mummificato pur senza aver subìto alcun trattamento.
Aveva lasciato il mondo in modo sorprendente. Nel 1917, mentre l'impero degli
zar Romanov crollava sotto i colpi dei bolscevichi di Lenin, aveva rinunciato a
governare la chiesa buddista. Per dieci anni Khambo Itighelov si era ritirato in
un monastero. Sedeva immobile, solo nella cella: «Devo perfezionare - spiegava -
il mio spirito». Il 15 giugno del 1927 convocò i suoi discepoli. Chiese che
recitassero per lui la preghiera dei defunti: «Auguri di bene per chi se ne va».
Gli allievi erano incerti.
«Perché maestro - chiesero - dobbiamo recitare questi versi per lei che è sano e
forte?». Il lama sorrideva. Li pregò di tornare a guardare il suo corpo dopo 30
anni. Volle che venisse scritto che dopo 75 anni il suo spirito sarebbe stato
nuovamente tra loro. Poi, dopo aver pronunciato da sé l'orazione funebre, smise
semplicemente di respirare. Lo stupore, dominato dalla paura, ha impedito che
venisse cremato. Fu messo nella terra, avvolto in un lenzuolo e cosparso di
sale.
«Nel 1957 - racconta oggi la direttrice dell'istituto religioso a lui dedicato,
Yanzhima Dabaevna - il lama Itighelov è stato esumato. Era intatto, non si è
potuto bruciare come prescrive la legge buddista. Nel 2002 la conferma del
miracolo. Pesava 37 chili, oggi oscilla sui 42». Nessuno ha diffuso la notizia
della mummia reincarnata. Si temeva che attorno al Maestro fiorisse
un'ingiustificata idolatria. Poi, misteriosamente, decine e quindi centinaia di
fedeli hanno iniziato a battere al portone del convento. «Chiedevano di Khambo -
spiega la sua discendente - abbiamo dovuto prendere atto della verità».
Il fenomeno è stato contenuto fino a gennaio. Il centro di medicina legale del
ministero della salute, assieme all'università di Mosca, esitavano a
pronunciarsi. Quindi il verdetto choc: «Gli esami di laboratorio - scrive il
professor Viktor Zvjagin - non hanno rilevato nei tessuti organici del corpo
qualcosa che li distingue da quelli di una persona vivente». Dieci giorni fa, su
richiesta dei monaci, gli esami sono stati sospesi. Il «lama rinato» smette di
essere un fenomeno scientifico e si consegna all'insondabilità della credenza. I
buddisti dell'estremo Oriente russo, ma anche quelli sparsi lungo il confine
cinese, giovedì hanno festeggiato, pregato e ringraziato. Al monastero son stati
fissati i giorni in cui, entro un anno, si potrà onorare il Maestro: 24 aprile,
23 maggio, 10 luglio, 27 settembre, 24 ottobre, 26 novembre, 29 gennaio 2006.
«I dubbi sono fugati - dice l'attuale capo dei buddisti, Khambo lama Ajuscejev -
gli esperimenti non servono più. Il lama Itighelov è come noi, solo in un stato
di assenza. La reincarnazione è compiuta». I monaci della Buriazia ricordano
così l'origine dell'enigma. La «mummia vivente», appena onorata anche
dall'attore Richard Gere, avrebbe raggiunto il livello di astrazione dal corpo
descritto nel 1400 dal famoso lama Bogdo Zonkhavy. «È uno stato paranormale
straordinario. Si ottiene attraverso lo svuotamento: un percorso spirituale
ignoto, che consente di abbandonare e riacquisire il proprio corpo ». A
provarlo, un vecchio verbale della locale guarnigione della polizia russa.
«Il lama - si legge - nel pomeriggio correva a cavallo sulla superficie del lago
Beloje, come fosse sul selciato». Altri raccontano che fosse in grado di
spostarsi fulmineamente: si riduceva ad un punto, riapparendo in un istante ad
un chilometro di distanza. Yanzhima Dabaevna ha scoperto che i magici poteri si
sono rivelati al ritorno del Maestro dopo vent'anni di studi alchimistici in
Tibet. Il monastero, oggi cinese, è stato distrutto. Khambo Itighelov rimane
l'ultimo custode del proprio segreto.
Note:
26 aprile 2005
TP
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